Cos’è la Felicità
Sono particolarmente affezionato ad un passo stupendo della Dichiarazione di indipendenza degli Stati Uniti d’america:
“Noi riteniamo che le seguenti verità
siano sacre ed innegabili,
che tutti gli uomini siano stati creati
eguali e indipendenti,
che da questa creazione su basi di uguaglianza
derivino dei diritti intrinseci e inalienabili,
fra i quali sono la vita, la Libertà
e la ricerca della Felicità.”
Thomas Jefferson 1776
In effetti un acuto osservatore potrebbe notare che non sono le esatte parole della dichiarazione di indipendenza, questa è il testo originale scritto da T.J che poi ha subito alcune censure nella ratifica ufficiale del testo.
Adoro questo scritto perché rivendica che ”La ricerca della felicità” è uno dei diritti “intrinseci e Inalienabili” di ogni uomo.
Quante volte, ogni giorno tale diritto ci viene negato in nome di tante diversificate giustificazioni tipo il bene collettivo, o la sicurezza delle persone… Insomma il diritto a ricercare la propria felicità non viene considerato come tale da chi crede di avere abbastanza intelligenza per poter fare il nostro bene.
Mi piace citare miei amici e anche stavolta non mi sottrarrò dal farlo. Marco Bassani m’ha insegnato, col suo carisma e la sua capacità dialettica, ad apprezzare e inseguire la propria Felicità. Se ne avrete l’occasione leggete i libri di Bassani e leggeteli nell’ottica della Felicità.
Da parecchio tempo quando devo decidere sul fare o non fare qualcosa mi pongo la domanda se ciò vada in contro al soddisfacimento della mia felicità. Credo d’aver compreso come l’essere felice comporti l’appagamento di tutti quegli stati d’animo che stanno a cornice dell’uomo.
Che brutto regime culturale è il nostro, fatto di tanta razionalità e poco sentimanto; nel settecento qualcuno si prendeva la briga di mettere per iscritto nel documento che forse più di tutti dovevano fare la storia, il diritto alla felictà. Come al solito se si vuol sminuire qualcosa basta diversificarne al massimo il significato; oggi si parla di tanti diritti: all'Istruzione, alla salute, di votare, di far parte di commissioni, infiniti diritti... E non si parla del diritto alla Felicità, e proprio per lo svuotamento di significato che ha subito il termine "diritto", forse rischio anche io d'esser preso poco sul serio...
Parlare di Felicità non è cosa facile perché per ogni persona esiste una sua Felicità, anche qui vi chiedo di venirmi incontro a colmare le mie lacune con le vostre idee. In particolare lancio l’appello nell’etere a Marco Bassani, Carlo Lattieri, Cesare Galli, Guglielmo Piombini, Iannello, Leonardo Facco (mi scuso se non ho citato qualche mio amico ma sappiate che siete tutti compresi) e tutti quelli che ancora non conosco, affinché anche su questo tema possa svilupparsi un buon dibattito culturale sicuramente carico di contenuti per tutti.